Natività realizzata per questo Natale dal Gruppo presepistico Volon di Zevio (VR).
Parva (anche se non poi così piccola) sed apta nobis potremmo azzardare a dire, modificando nel numero il pronome personale dell’originale adagio oraziano (poi fatto proprio da Ludovico Ariosto), nel riferirci alla rappresentazione della Natività approntata quest’anno dal piccolo ma affiatato gruppo che si riunisce nei locali annessi alla Chiesa della Santissima Trinità e Madonna del Rosario di Volon di Zevio (VR), sita in Piazza della Repubblica 4a.
Un gruppo di presepisti il cui zoccolo duro collabora da circa una ventina d’anni (pur con alcuni recenti e recentissimi ingressi) e che altresì si pone in continuità con l’egregio lavoro svolto da un precedente consesso di presepisti volonesi, del quale due membri dell’attuale, Antonio e Angelo, già facevano parte. E allora citiamoli tutti per nome questi volontari, che anche quest’anno hanno sottratto – a partire all’incirca da metà ottobre – ore preziose al riposo, allo svago, al relax in famiglia, i più giovani anche allo studio, per far sì che ancora, per la piccola comunità parrocchiale (ma ovviamente anche per tutti gli altri appassionati che dai paesi limitrofi accorrono), si ripeta il mistero della Nascita e Incarnazione di Nostro Signore davanti agli occhi! Oltre ai già sopra citati Antonio, il coordinatore del gruppo, e Angelo, sono, in ordine alfabetico, Filippo, Gabriele, Giacomino, Isaia, Michele e Moreno; a loro, in tutto e per tutto operativi, si è da qualche anno unito in supporto il sottoscritto, Alberto, investito dal coordinatore della mansione di “addetto stampa” (detta più prosaicamente: di mantenere i rapporti con realtà le più varie, di ogni tipo – presepistiche, giornalistiche, radiotelevisive… – a nome del gruppo).
Ma entriamo ora un po’ più nel vivo della realizzazione di quest’anno, chiaramente senza troppo rivelare: dopo l’indubbio successo del presepe delle scorse Festività natalizie, focalizzatosi sulla celebrazione dell’ottocentenario del presepio francescano di Greccio, quest’anno i nostri (mi si permetta questa deroga alla colloquialità) hanno deciso di “tornare a casa”. Una libera interpretazione di alcuni scorci della città scaligera è, infatti, il minimo comun denominatore dal punto di vista paesaggistico del presepe di quest’anno: occhi attenti sapranno infatti certo scorgervi una parte dell’ottocentesco Palazzo della Gran Guardia, con in continuità le restanti mura della Cittadella viscontea con tanto di orologio, lo stesso visibile da tutta la Piazza Bra che di lì a poco, nella realtà, incomincia, e un edificio colonnato che ricorda in tutto e per tutto il loggiato trecentesco di Corte Sgarzerie. La scelta di non riprodurre paro paro i monumenti citati all’interno della presente rappresentazione non è certo figlia di imperizia né di indolenza: lo è invece di un ragionamento a lungo ponderato dal gruppo, e cioè quello di chiamare gli auspicabilmente numerosi visitatori ad un maggior impegno nella visione interiore rispetto a quella esteriore!
Per il resto, il contesto ambientale nel quale il tutto è calato (non solo gli sprazzi monumentali di cui sopra ma anche, anzi, soprattutto, la scena madre di ogni rappresentazione presepistica, che è la Natività: potrebbe esserci “solo” quella, e nulla ne perderebbe in significato!) è di un’urbanità a misura d’uomo: quando ancora città significava sì preponderanza (o almeno parità di) presenza di ambienti antropizzati, ma mai all’eccesso, ed elementi naturali, quando sussistevano i rapporti interpersonali, quando c’erano reciproco aiuto e supporto, quando addirittura le porte di casa si potevano lasciare aperte.
Una pletora di personaggi, statici e in movimento (l’artigianale elettromeccanicità è uno dei fiori all’occhiello delle rappresentazioni natalizie volonesi, da sempre) dunque vi aspettano: il giorno del Santo Natale dalle ore 15:30 alle 18:30, tutti gli altri giorni festivi fino al 12 gennaio 2025 dalle 14:30 alle 18:30.
Per intanto, gli auguri di un Buon Natale e di un 2025 il più sereno possibile, ve li porgiamo noi, il “Presepe Team” di Volon di Zevio.
Alberto De Marchi