La meditazione di Padre Giuseppe per questa quarta domenica di Avvento 2020.
IV DOMENICA DI AVVENTO
Anno B – Lc 1, 26-38
20 dicembre 2020
Si compia il mistero!
In quest’ultima domenica di Avvento guardiamo la Madre che ha portato in grembo il Figlio di Dio, concepito per opera dello Spirito Santo. Ma è anche Figlio di Davide poiché Giuseppe, il promesso sposo di Maria, appartiene alla casa di Davide. Per realizzare il «mistero taciuto nei secoli eterni, ma ora rivelato a tutte le genti» Dio si inserisce nel contesto umano, organizzato e modificato da Lui stesso. Per fare questo chiede la collaborazione della madre, come in seguito farà con gli Apostoli e con tutti i credenti.
Per molte persone il termine «chiesa» significa solo un edificio o un luogo da visitare, per dovere o per convenzione. Ma Dio pone la sua dimora non in edifici ma negli uomini. Così l’edificio ecclesiale è uno spazio dove i fedeli si riuniscono per incontrare il Signore e incontrarsi in Lui.
Il segno del tempio ricapitola ed esprime i vari modi della presenza di Dio in mezzo agli uomini. E’ il segno visibile dell’unico e vero tempio che è il corpo personale di Cristo, con la Chiesa suo corpo mistico. E’ un luogo sacro, non perché sono sacre le pietre materiali che lo compongono, ma perché sono “santi” i cristiani che vi si radunano.
Che sarebbe il Natale senza questa comunione tra fedeli? Gesù, figlio di Davide, entra nella storia del mondo per il «sì» di persone umili, povere e attente alla volontà di Dio. E il mondo diventa la sua casa, il suo tempio. Facciamo casa a Gesù nel nostro cuore.
Giuseppe Cellucci O.M.I.
Coordinatore Nazionale Assistenti Ecclesiastici dell’Associazione Italiana “Amici del Presepio”.