La meditazione di Padre Giuseppe per la seconda domenica di Quaresima 2021.

II DOMENICA QUARESIMA
Anno B – Mc 9, 2-10
28 febbraio 2021

Ascoltatelo
«Questi è il Figlio mio prediletto!», parole accompagnate da segni straordinari di una manifestazione gloriosa: il cambiamento d’aspetto, lo splendore delle vesti, la nube della Presenza divina. In questa trasfigurazione del Figlio Dio Padre conferma la rivelazione fatta al battesimo nel fiume Giordano. Lo splendore della trasfigurazione lascia trasparire, dietro le sembianze umane, l’identità più profonda di Gesù. E quello che avverrà in modo definitivo quando il Padre lo assumerà nella gloria. Dietro l’appellativo «prediletto» si nasconde il misterioso dramma del sacrificio e della croce. Anche il Figlio unico, la realtà più cara del Padre, incontra la sofferenza. La accoglie perché si manifesti una risposta filiale e si compi il progetto di salvezza.

Spesso la vita ci pone di fronte a interrogativi angosciosi. La morte di persone care, il sacrificio di tanti innocenti, le vittime di catastrofi naturali o di violenza fratricida… sempre sorge spontanea una domanda “Perché? Dio, dove sei?”.  Si prova smarrimento di fronte al mistero del dolore e del male. Le domande non trovano risposte. Sembra che tutto crolli e che Dio resti lontano e assente.

Scrive san Leone Magno: “Questa trasfigurazione mirava soprattutto a rimuovere dall’animo dei discepoli lo scandalo della croce, perché l’umiliazione della Passione, volontariamente accettata, non scuotesse la loro fede, dal momento che era stata rivelata loro la grandezza sublime della dignità nascosta del Cristo”. A questo annuncio evangelico si rafforzi la nostra fede. Nessuno si vergogni della croce di Cristo, per mezzo della quale è stato redento il mondo.

Giuseppe Cellucci O.M.I. Coordinatore Nazionale Assistenti Ecclesiastici AIAP